Vademecum


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Ecco cosa devi sapere prima di farlo.

Le nostre testate forniscono ai lettori la possibilità di partecipare alla completezza dell’informazione attraverso commenti e articoli.

Per farlo, però, è necessario osservare alcune piccole regole di attendibilità, oggettività, originalità e buon senso.

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La pubblicazione dei commenti deve rispettare alcune regole di buon costume e rispetto nei confronti degli altri.

I singoli commenti verranno pubblicati previo controllo da parte della redazione. Il rispetto e la fiducia nei confronti dei lettori prevede un costante monitoraggio dei commenti proposti ed una loro solerte pubblicazione. Tuttavia nel convalidare i commenti la redazione rispetterà tutti i principi utilizzati nella pubblicazione di una normale notizia redazionale, in particolar modo quelli di verità, interesse pubblico e continenza formale. I commenti dunque non verranno convalidati quando:

  • Violano la legge sulla stampa
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Sono scritti in chiave denigratoria
  • Contengono offese alle istituzioni o alla religione di qualunque fede
  • Incitano alla violenza e alla commissione di reati
  • Contengono messaggi di razzismo o di ogni apologia dell’inferiorità o superiorità di una razza, popolo o cultura rispetto ad altre
  • Contengono messaggi osceni o link a siti vietati ai minori
  • Includono materiale coperto da copyright e violano le leggi sul diritto d’autore
  • Contengono messaggi pubblicitari, promozionali, catene di S. Antonio e segnalazioni di indirizzi di siti web non inerenti agli argomenti trattati
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono.

Pubblicare un articolo nella sezione “Le Notizie dei lettori”

Il principio cardine che deve guidare chiunque stia per pubblicare un articolo è quello della qualità dell’informazione. La qualità si ottiene mediante i criteri di indipendenza, attendibilità, oggettività, originalità.

Indipendenza

L’indipendenza comporta l’assoluta autonomia del singolo autore rispetto agli organi di potere intesi in ogni forma di manifestazione e in ogni ambito di applicazione in maniera da garantire la massima libertà, responsabilità e dignità del portale.
Il criterio di indipendenza deve essere esercitato comunque nel rispetto delle norme vigenti.

Attendibilità

L’attendibilità si manifesta con il controllo scrupoloso delle fonti di informazione e viene soddisfatta solo mediante l’esatta e rigorosa correlazione tra i fatti accaduti ed i fatti narrati.
LiveYou non pubblicherà mai notizie o informazioni sulle quali il singolo autore non può fornire prova di aver svolto un serio e diligente lavoro di verifica.

Oggettività

L’oggettività si esplicita attraverso la produzione di notizie non faziose, non strumentali, che pongano il principio del contraddittorio quale condizione sine qua non per esprimere appieno concetti e fatti.

Originalità

L’attività redazionale di LiveYou è incentrata nel proporre un’informazione fuori dal coro, un punto di vista non uniforme e mai banale promuovendo sempre la capacità di critica, analisi e opinione dell’autore nel rispetto dei criteri di indipendenza, attendibilità e oggettività.

Utilità dell’informazione

Nel selezionare le notizie da redigere, l’autore si atterrà al principio dell’utilità dell’informazione. Sono utili tutti quei fatti in grado di fornire ai cittadini una visione globale e il più possibile precisa della società in cui vivono e per i quali vi sia un reale interesse pubblico alla loro conoscenza. Unica deroga al principio di utilità come sopra esposto è rappresentata da quelle notizie che per la loro caratteristica intrinseca assumono i connotati di curiosità e nelle quali è difficile scorgere un interesse sociale ma piuttosto un’attrattiva per il pubblico (ad esempio la vincita di una grossa somma di denaro alla lotteria da parte di un cittadino).

Verità, interesse pubblico e continenza formale

Dati per acquisiti i principi generali, nell’esposizione delle notizie gli autori di LiveYou devono rispettare i tre requisiti deontologici della verità, dell’interesse pubblico e della continenza formale.

La verità

Il controllo sulla fondatezza della notizia è la prima regola che l’autore deve osservare, per non rischiare di diffondere notizie false e lesive dell’altrui reputazione.
Il controllo consisterà nella verifica dell’attendibilità della fonte e nella ricerca di elementi che confermino la notizia.

L’interesse pubblico

Sono di interesse pubblico tutte quelle informazioni la cui conoscenza è funzionale ad una migliore comprensione delle problematiche e delle tematiche cittadine e la cui divulgazione crea opinioni, stimola dibattiti, suggerisce rimedi.
Non sono da ritenersi di interesse pubblico e quindi rimanere riservate le questioni private legate a soggetti anonimi quando la loro diffusione non ha alcuna utilità sociale. Quando, cioè, la collettività non può obiettivamente ricavare dalla sua conoscenza alcuna utilità.

La continenza formale

La continenza formale è il requisito che attiene alle modalità di comunicazione della notizia, ossia alla corretta e civile esposizione dei fatti.
La notizia deve riportare il fatto nei suoi elementi oggettivi così come appresi dalla fonte. L’autore non deve essere altro che un tramite tra la fonte e il lettore.
Qualsiasi artificio adoperato dall’autore (sottintesi, accostamenti suggestionanti, insinuazioni, ecc.) che, eccedendo lo scopo informativo, condizioni la genuinità della notizia, vìola il requisito della continenza formale.

Scrivere un Titolo

Il titolo riveste un ruolo fondamentale nell’efficacia dell’articolo, in quanto serve per destare interesse, attirare e incuriosire il lettore, oltre a fungere da orientamento rispetto al fatto narrato.

Il titolo deve essere redatto all’insegna della brevità: la lunghezza ideale è compresa tra i 50 e i 70 caratteri, in modo che possa essere letto in un colpo d’occhio.

Non è necessario che sia una sintesi perfetta ed esauriente del testo cui si riferisce, piuttosto dovrebbe costituire un richiamo accattivante con il fine ultimo di incuriosire, attrarre, sollecitare l’interesse.

È buona regola comunque evitare titoli troppo creativi, ambigui, che puntino all’eccessiva spettacolarizzazione o all’uso eccessivo delle metafore e aggettivazioni.

Si sconsiglia vivamente di iniziare un titolo con un carattere numerico oppure concluso con il punto, né tanto meno con i punti di sospensione.

Inoltre è assolutamente da evitare l’uso dell’intero testo del titolo o di una parte di esso tutto in maiuscolo, poiché ne rallenta la lettura.

Nel titolo gli acronimi non vanno scritti con tutti i caratteri maiuscoli. Si scriverà la prima lettera in maiuscolo e le altre in minuscolo (es. Inps e non INPS). La stessa regola va applicata anche nei casi di nomi di nazioni, città, province o partiti politici (es. Usa e non USA, Udc e non UDC).

Se nel titolo vengono riportate delle dichiarazioni, è buona regola che queste vengano precedute dai due punti e racchiuse in virgolette (es. Grillo: «Consultazioni? Farsa, ma decide la Rete»). In tutti gli altri casi non devono essere usati i due punti ma la virgola (es. Consultazioni, terminati gli incontri).

Se la notizia riguarda uno spettacolo o un evento in generale si deve evitare un titolo rappresentato dal solo nome dell’evento (es. Sogno di una notte di mezza estate).

I punti interrogativi vanno utilizzati solo in caso di domande retoriche oppure quando non sia proprio possibile evitarli. Le notizie, in generale, devono dare risposte, non costringere il lettore a darsele da soli.

Diffusione di immagini

I nostri portali di informazione privilegiano l’utilizzo di immagini da abbinare agli articoli. Ogni articolo, di fatto, per essere davvero accattivante e attrarre i lettori, deve necessariamente essere corredata da almeno un’immagine ad esso attinente.

Regole generali per la diffusione di foto e immagini

L’immagine deve essere una rappresentazione fedele del contenuto della notizia. In nessun caso si devono utilizzare immagini che non hanno un nesso stretto con quanto descritto nel corpo della notizia o che possono creare confusione al lettore (es. parlando di un viale della città in cui sono presenti buche stradali, è possibile utilizzare l’immagine di un dettaglio di una buca qualsiasi, ma non quella rappresentante un viale diverso o addirittura un viale di un’altra città).

È fatto esplicito divieto di pubblicare immagini quando:

  • Contengano rappresentazioni oscene e offensive dell’altrui dignità, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi o per denunciare illeciti;
  • Possano arrecare disturbo alle menti dei più giovani;
  • Contengano soggetti e tematiche pornografiche;
  • Contengano temi razzisti, xenofobi o di fanatismo in genere, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi o per denunciare illeciti;
  • Siano contrarie al buon gusto e al pudore;
  • Violino i diritti di copyright o di privacy di altre persone.
Foto e immagini negli articoli di cronaca nera

Non possono essere pubblicate immagini:

  • Ritraenti soggetti con ferri o manette ai polsi, neanche con il consenso dell’interessato, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi;
  • Ritraenti soggetti in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato salvo che “per rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia”;
  • Ritraenti soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona e contenenti dettagli di violenza, salvo che sussista rilevanza sociale della notizia o dell’immagine;
  • Ritraenti soggetti che non desiderano apparire dopo aver subito un pregiudizio tale da provocare l’attenzione del pubblico;
  • Ritraenti soggetti la cui diffusione dell’immagine rivelerebbe al pubblico una condizione disperata o li esporrebbe al pubblico ludibrio.
Foto e immagini di minori

Nei casi di foto ritraenti soggetti minorenni bisogna rispettare il principio che il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca e dunque subordinarsi alle seguenti regole:

  • Nei fatti di cronaca, la pubblicazione della foto del minore è consentita solo se effettuata davvero nell’interesse oggettivo del minore, secondo i principi stabiliti dalla Carta di Treviso;
  • Quando la pubblicazione dà risalto positivo alle qualità del minore e/o al contesto familiare e sociale, previa acquisizione trasparente dell’immagine e valutazione di eventuali opposizioni del minore o dei familiari.

Stile e forma dei testi

I testi devono tener conto della specificità del mezzo, non solo dal punto di vista concettuale ma anche grafico.

Normalmente, sullo schermo, il testo non viene letto da sinistra verso destra in modo sequenziale, come avviene con le pagine di un giornale, ma l’occhio effettua prima una scansione della pagina cercando di abbracciare l’intero contesto visivo, per poi intraprendere una lettura più analitica, dal generale al particolare.

Diventa indispensabile a tal proposito seguire le seguenti istruzioni.

La scaletta

La scaletta preparatoria di un articolo può essere costruita in questo modo:

  1. ATTACCO
    il lead – l’amo – la frase iniziale accattivante
  2. ARGOMENTO
    i contenuti dell’articolo
  3. CONCLUSIONE
    anch’essa a effetto, come l’attacco

Se la tipologia di articolo lo richiede, la scaletta può essere strutturata in questa maniera:

  1. ATTACCO
    il lead – l’amo – la frase iniziale accattivante
  2. ARGOMENTO
    i contenuti dell’articolo
  3. ANALISI
    i perché, l’approfondimento
  4. PARERI
    i pareri pro e contro
  5. CONCLUSIONE
    anch’essa a effetto, come l’attacco

Nell’argomento ci sarà necessariamente posto per i BASILARI, cioè le notizie base simboleggiate dalle cinque domande cui ogni articolo deve assolutamente rispondere. In inglese cominciano tutte con la lettera W e perciò sono chiamate 5W:

  • Who – chi
  • What – cosa
  • When – quando
  • Where – dove
  • Why – perché

Lo stile giornalistico

Ogni autore ha certamente il proprio stile, ma deve comunque utilizzare un linguaggio comprensibile. È bene usare periodi brevi con ordine grammaticale naturale; il lessico deve essere comune ma preciso, tecnico solo quando indispensabile.

Divisione in paragrafi

È buona norma evitare blocchi di testo monolitici come quelli dei libri stampati. L’unità di misura non è la pagina ma il paragrafo. Ogni paragrafo deve contenere un’informazione, e gli spazi bianchi aiutano la leggibilità e la pausa narrativa.

La punteggiatura

Usare la punteggiatura con equilibrio: è uno strumento utile per restituire la naturalezza del discorso orale.

Il punto

Indica una pausa lunga e chiude un periodo. Dopo il punto si usa la maiuscola. Se conclude un paragrafo, si va a capo con uno spazio bianco aggiuntivo.

Le virgole

È il segno più frequente: indica una pausa breve e ordina il pensiero. Dopo la virgola si lascia uno spazio. Si usa:

  • nelle enumerazioni e ripetizioni
  • per segnare incisi o apposizioni
  • dopo un vocativo
  • prima di ma, però, invece, mentre, sebbene, tuttavia…
  • dopo sì, no, bene
  • per separare frasi senza usare “e”
  • dopo quindi, dunque, infatti, perciò

Non si usa:

  • prima di e, né, o
  • tra soggetto e verbo
  • tra verbo e complemento oggetto
Il punto e virgola

Segna una pausa media tra virgola e punto. Collega frasi autonome ma correlate. Va usato con moderazione.

I due punti

Si usano per introdurre discorso diretto, elenco, esempio, spiegazione o citazione.

  • discorso diretto
  • elenco
  • spiegazione
  • esempio
  • citazione
Il punto interrogativo

Dà tono interrogativo. Dopo l’interrogativo si usa la maiuscola, tranne nei casi narrativi a ritmo serrato. Mai usare “??” o “?!” nello stile giornalistico.

Il punto esclamativo

Esprime emozione o imperativo. Va usato raramente: l’abuso lo rende infantile.

Puntini di sospensione

Devono essere tre. Indicano sospensione. Dopo i puntini si lascia uno spazio. Da usare con prudenza.

Parentesi tonde

Parentesi come inciso

Devono poter essere eliminate senza alterare il senso della frase.

Parentesi come aggiunta di informazioni

Esempi d’uso secondo il *Nuovo manuale di stile*:

  • Precisazione: il culto panico (del dio Pan)
  • Dati tecnici: 220 V, 50 Hz
  • Abbreviazioni: Standardization (ISO)
  • Date: Giacomo Leopardi (1798–1837)
  • Traduzioni: data processing
  • Rimandi interni
Punteggiatura con le parentesi

La punteggiatura esterna va fuori dalla parentesi; interna solo “?” e “!”.

Le virgolette

Tipi di virgolette:

  • Alte “ ”
  • Basse « »
  • Semplici ‘ ’

Quando usarle:

  • citazioni → «basse»
  • espressioni figurate → “alte”
  • ironia → “alte”
  • citazioni dentro citazioni → ‘semplici’
Punteggiatura con le virgolette

Se la punteggiatura appartiene alla citazione, va dentro. Se chiude il periodo, va fuori.

Il grassetto

Serve per evidenziare nomi propri e parole chiave. Da usare con moderazione per non “sporcare” la pagina.

  • Nomi propri
  • Luoghi
  • Parole rilevanti

Il corsivo e il sottolineato

Corsivo per parole straniere, tecnicismi, discorso diretto. Mai il sottolineato (confondibile con link).

Forma

L’autore deve rispettare con rigore la lingua italiana ed evitare:

  • gerundi in apertura;
  • frasi troppo lunghe;
  • ripetizioni e cacofonie;
  • doppi sensi involontari;
  • suoni sgradevoli nelle concatenazioni.

Le maiuscole

Regola generale: si scrive minuscolo salvo nomi propri o inizio periodo. Gli acronimi: prima lettera maiuscola, resto minuscolo (Inps, Usa, Udc).

Maiuscoli: nomi degli enti (la Regione Veneto), nomi delle vie. Minuscoli: mesi, popoli, “via”, “piazza”, “associazioni”.

I nomi propri

Nome prima, cognome dopo. Titoli solo se rilevanti alla comprensione. Evitare forme come “Rossi geom. Carlo”.

I numeri

In lettere da uno a undici; da 12 in cifre. Mai iniziare frase con numero in cifre. Ogni tre cifre va il punto. Niente zeri inutili nelle ore o importi.

L’apostrofo e l’accento

L’apostrofo indica caduta di lettere (“un’amica”). L’accento distingue significati (prìncipi/princìpi, dò/do). “Qual è” senza apostrofo. “Sì” sempre con accento.

Le lineette

Lineetta lunga per incisi nel discorso diretto; lineetta corta per intervalli numerici e parole composte (8–12, effetto-boomerang).

Le parole straniere

Non si declinano: “gol”, non “goal”; “stakeholder”, non “stakeholders”.